Premio Cairo

Habitat 38.88 m³

13° Premio Cairo

Press release

is an installation composed of a light table made of carton plant and the projection of images on the atmosphere, namely: drawings that mimic the continuous movement of the clouds. Above it is positioned a plastic depicting a portion of the Arctic Ocean, with the presence of volumes (icebergs) made of acetate and resting above the track graph drawn with indelible ink, consisting of several sheets of acetate that also reproduce the Arctic ice cap. The light frame projected onto the plane passes through the ink drawings where the plot is less present, giving the user a formal vision continues to change, implying an idea of metaphorical landscape.
The landscape appears not as a simple childhood memory or as a naturalistic description, but as an ex-static process. The art work is used as a public language, as a magnifying lens to look at the moral deficit. We live within the dimension of our own individual landscape, eluding the capacity of a global analysis and – more generally speaking- of its living beings. We tend to go up on the terrace of a building to have a nice view, but it’s the same building that prevents us from seeing beyond it. The word number following the name refers to the measures of the exhibition space occupied by the work and its territory.

Habitat 38.88 m³
è un’installazione composta da un tavolo luminoso realizzato in cartone vegetale e dalla proiezione d’immagini riguardanti l’atmosfera e più precisamente: disegni animati che simulano il movimento continuo delle nubi. Sopra di esso è posizionato un plastico raffigurante una porzione di mare artico, con la presenza di volumi (iceberg) costruiti in acetato e poggiati sopra il tracciato grafico disegnato con inchiostro indelebile, composto di più fogli anch’essi di acetato che riproducono la calotta polare artica. La luce dei fotogrammi proiettati sopra il piano attraversa i disegni dove la trama dell’inchiostro è meno presente, restituendo al fruitore una visione formale in continuo cambiamento, sottintendendo un’idea metaforica di landscape.
Il paesaggio, non come semplice ricordo infantile o descrizione naturalistica, ma come processo ex-statico. L’opera d’arte utilizzata come lingua pubblica, come lente d’ingrandimento per guardare il deficit morale. Viviamo in una dimensione di paesaggio individuale, ci sfugge la capacità d’analisi globale e – più in generale – dei suoi esseri viventi. Tendiamo a salire sulla terrazza di un palazzo per avere una bella vista, ma è lo stesso palazzo che ci impedisce di vedere oltre. La dicitura numerica che segue il nome fa riferimento alle misure dello spazio espositivo occupato dall’opera e al suo territorio.

 

 

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Project details

carton plant, plexiglass, acetate, electricity indelible ink, video animation

13° Edizione Premio Cairo

Project date

2012

Project location

Palazzo della Permanente Milano, IT

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